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12月18日 Il Baule nella prateria di Stefano JacurtiC’è un baule laggiù…laggiù nella prateria, è colmo di paesaggi sconfinati e diversi, di cieli immensi, di uomini e donne della frontiera con le loro storie di lotta, di sopravvivenza, di avventura, di solitudine e di amore, di diversità e di comprensione, di speranza e di futuro, di ricordi e di passato. Stefano Jacurti lo ha trovato nel selvaggio west dell’ottocento e lo ha portato fino a noi, anzi ha portato noi dentro quel baule, trascinandoci indietro nel tempo con la forza della sua capacità narrativa e descrittiva, con la forza del suo amore per quel mondo che è stato ed è il suo mondo, in cui si muove con naturalezza e competenza perché da sempre lo ha nel cuore; e diventiamo anche noi per un attimo, quegli uomini, quelle donne, quegli spazi e quei cieli, siamo lì, nella frontiera, coinvolti e partecipi, ritrovando dentro di noi lo stupore e il fascino di un mondo che nasce tra violenza e speranze, tra la dura lotta per avanzare e la certezza che quell’orizzonte nuovo e smisurato cela un grande e migliore futuro. Apriamolo quel baule, sa di vento e d’erba, di terra rossa e di foreste, di fuochi sotto un cielo stellato, di polvere da sparo e di whisky, di cavalli lanciati al galoppo, di vite tenere e dure, di amicizia e di odio, di sangue e acqua di sorgente. Siate pronti però nel sollevare il coperchio, nei racconti di Stefano Jacurti, come nel West, tutto può succedere!
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IL BAULE NELLA PRATERIA 12月13日 Sono le mie parole
Sono le mie parole, chiuse, serrate vive non trovano più varchi, non più luce, né cieli combattono, si urtano lacere hanno le mani, unghie spezzate a sangue contro la dura pietra di quella grotta amara dove le ha chiuse il vento prigioniere di un tempo perduto ed infinito, altre trovano vie per raggiungere il mare, pesanti e inconsistenti di leggerezza vana si addormentano piano sulle tue mani chiuse, la montagna che urla rimane bianca e vuota di orme cancellate dal soffio della notte, mentre ferite stillano il fiele del ricordo.
daniela sassi
12月6日 Ninna nannaChi sei che nel buio sussurri con voce argentina cos’è questo nuovo sapore di viole e ciliegi cos’è quel suono che sale di rossi palloni in stanze ormai chiuse corridoi senza sole, chi sei che sorridi in silenzio che dici parole di luce, taci bambino che sogni taci bambino che chiami di graffi e di sangue i tuoi giochi mi segnano il cuore con lente ferite sottili quel canto d’antiche sirene mi scende sul viso, lascia mio dolce bambino che piano ti culli lascia che con dita leggere io chiuda i tuoi occhi, dormi sereno mio piccolo amore ti porto lontano in silenzio, ti lascio e in punta di piedi mi volto a guardarti dormire ancora e poi ancora. Un nuovo cammino ti dono altrove nel vento che canta tra palpiti freschi di rose.
daniela sassi |
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